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ALBERTO  BONOMI

 Verona  13/09/1963   -  Verona   26/06/2011

IL  RICORDO  DI  STEFANO  DE  PANTZ

 Era mia intenzione, prima di partire per i campionati di Rimini , scrivere qualche parola di incoraggiamento a tutti i nostri ragazzi che nel corso degli ultimi mesi hanno subito una serie incredibile di avversità fisiche.

Ma mai e poi mai avrei pensato di dover gettare le gioie ed i dolori di questa stagione a causa di una telefonata così infausta come quella con la quale Luigi mi annunciava ieri la tragedia che ha privato noi , ma soprattutto i suoi famigliari , di Alberto.

Sinceramente mi trovo ad esprimere così , di getto e probabilmente in forma molto approssimativa , alcuni pensieri che in questi momenti mi ronzano per la testa di fronte ad una tragedia tanto grande e soprattutto ingiusta.

Con Alberto ci conoscevamo da almeno vent'anni, quando lui era tesserato con la Pol. B.go Trento ; nel tempo ci eravamo persi di vista , ci siamo ritrovati alcuni anni fa alla Pol. B.go S. Pancrazio accumunati ancora dalla medesima passione.

Sapevo , pur facendo finta di non sapere , che talvolta si allenava con altre società , partecipava a tornei promozionali con il solo scopo di rispondere all'invito di un amico , improvvisava molto la sua attività per sfogare liberamente la sua passione , senza l'assillo dei risultati , delle esigenze societarie , del miglioramento tecnico a tutti i costi.
Per questo motivo la sua concezione dello sport non sempre collimava con la mia , lui viveva lo sport come una limpida passione e come un divertimento puro , da praticare secondo i dettami nei quali credeva fermamente senza dover sottostare a troppe regole o compromessi.

Oggi vorrei dire ad Alberto ciò che non ho fatto in tempo a ribadirgli in questi giorni , vale a dire la grande soddisfazione che mi seppe dare alcuni mesi orsono riconoscendo apertamente che , nonostante i suoi dettami , gli allenamenti metodici ai quali l'avevo convinto e da lui adottati per la prima volta , gli erano sembrati utilissimi consentendogli uno straordinario inizio di stagione ed ammettendo apertamente che forse quanto andavo a dirgli da tempo non era proprio del tutto fuori luogo.

Ma con il prosieguo della stagione il suo carattere indipendente , forse anche un po' di artista come testimonia la sua grande passione per la musica , è però tornato a prevalere : gli allenamenti si sono diradati , gli impegni agonistici pure culminando nella rinuncia ai campionati italiani di Rimini.

Alberto era fatto così , a qualcuno poteva apparire un po' burbero e non nascondo che provavo sempre un po' di imbarazzo nel chiedergli di giocare con i giocatori meno forti o con le ragazze della nostra squadra , timoroso del fatto che il suo desiderio di giocare liberamente e senza vincoli venisse in qualche modo stroncato dalle strette esigenze che l'apprendimento tecnico dei giovani richiede.

Molte volte mi sono ritrovato però a ricredermi sulle mie remore e ad assistere compiaciuto mentre cercava di trasmettere ai giocatori meno bravi più che gli aspetti tecnici la sua passione per il ping pong : ci è riuscito sicuramente come testimoniano proprio le nostre ragazze che , provatissime , lo stanno in queste ore piangendo.

Lo piangono loro come lo piangono molte di quelle persone che tante volte gli sono state avversarie di fronte al tavolo , ma che in realtà condividono con Alberto l'amore per lo sport inteso nel suo aspetto più puro e genuino.

Di Alberto faticherò a dimenticare la sua gioia ed il suo ringraziamento per avergli offerto l'occasione di cogliere un bel successo in coppia con Giada e la commozione con la quale ricordò l'ultimo successo in una gara di doppio insieme a Michele che , spero , possa avere nuovamente incontrato lassù.

Come padre non posso però scordare la sua immagine mentre scambiava alcuni colpi in palestra con la sua carinissima figlioletta Lea , orgoglioso e felice per i suoi miglioramenti.

Rivolgo alle figlie Lea e Viola , alla moglie Daniela ed a tutti i famigliari il pensiero commosso di tutti noi.


 
Ciao  Alberto