PROPAGANDA E PERIFERIA
di Stefano de Pantz ( 24 - 8 - 2005 )
Tra pochi giorni prenderà il via una nuova stagione agonistica sotto l'egida di una federazione recentemente rinnovatasi nei suoi vertici nazionali.
Il nuovo Presidente Federale sembra volere portare l'impronta manageriale e lo spirito innovativo già sperimentati con successo presso il suo club di provenienza. Personalmente - limitandomi ai compiti di allenatore - non curo gli aspetti burocratici che legano la federazione alle società affiliate, ma mi sembra di poter dire che dalla sola visita del sito federale si evincano nettamente due aspetti nuovi: velocità nel fare le cose e maggiore comunicazione. Entrambi sono due aspetti estremamente importanti, anzi fondamentali, per la vita federale, ma ciò che mi sorprende positivamente è di non riscontrare quanto accaduto in sede di altri avvicendamenti federali quando, a campagne elettorali spumeggianti farcite di proclami ed esternazioni baldanzose seguivano puntualmente - una volta insediate le "nuove" forze - puntualmente iniziavano a verificarsi rallentamenti, appiattimenti ed immancabili accomodamenti accompagnati da consueti e vergognosi salti di barricata alla ricerca di poltroncine e sgabelli.
Tutto questo comportava immancabilmente che le cosidette "nuove" gestioni tramutassero proclami e quant'altro in: "ci stiamo organizzando
, stiamo verificando
, ci sono delle difficoltà
.., abbiamo trovato una situazione peggiore di quanto ci aspettassimo
.., e via con frasi di questo genere.
Risultato: il puntuale ritorno ad uno stato delle cose identico se non peggiore del precedente.
Dopo questa doverosa premessa, mi auguro sinceramente che questa nuova gestione non rivolga esclusivamente la propria attenzione all'attività - diciamo così - d'elite: squadre nazionali, contratti pubblicitari, tv e giornali ecc. ecc., sono innegabilmente aspetti fondamentali della vita federale, ma demandare esclusivamente ai comitati regionali l'attività di promozione e trincerarsi dietro la famosa frase: " promuovere è compito della periferia
", sarebbe un errore gravissimo.
O meglio, è vero che i compiti di promozione spettano soprattutto alla periferia, ma questa deve essere messa in condizione di poterlo fare grazie al sostegno degli organi centrali.
Come dice giustamente Francesca in un'altra rubrica su questo sito, al giorno d'oggi i ragazzini - ed aggiungerei anche le loro famiglie - hanno poca voglia di affrontare i sacrifici per imparare a praticare uno sport. Se poi si tratta di uno sport come il tennistavolo, difficile ed ostico da apprendere e da migliorare, che poca gloria concede anche ai più bravi, mai di moda se non per aspetti estemporanei, generatore di un minimo movimento economico, ecco che il quadro è completo ed è facilmente comprensibile il motivo per il quale molte società chiudano i battenti.
Lo scarso numero di praticanti mina irrimediabilmente la volontà dei pochi dirigenti ed allenatori, costretti peraltro a impegni burocrativi e logistici sempre maggiori, disponibili a sacrificarsi innanzitutto in prima persona per mandare avanti anche un piccolo club.
Penso di non esagerare affermando che gli organi periferici della nostra federazione siano gestiti al 90% da dirigenti di società; è dunque logica conseguenza che a club sempre meno strutturati facciano seguito comitati regionali o provinciali sempre più poveri di idee e scarsamente qualificati, che si reggono con il solo di scopo di mandare avanti alla meno peggio una seppur minima attività agonistica.
E' proprio per questo motivo che auspico un intervento forte e deciso della federazione sia sotto l'aspetto regolamentare squisitamento sportivo, sia sotto l'aspetto logistico - organizzativo.
Supportare i comitati regionali nella lora attività è indispensabile: con le strutture periferiche funzionanti sia la propaganda che l'attività agonistica potranno portare ad un aumento concreto del numero dei giovani praticanti, ma anche e soprattutto a fare in modo che questi si non si stanchino precocemente di praticare il tennistavolo.
Su questi aspetti mi riprometto di tornare prossimamente anche alla luce di esperienze maturate recentemente in altri ambiti sportivi.