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      E'  FINITA  UN ' ALTRA  STAGIONE           

di Stefano de Pantz ( 22 - 06 - 2010 )

Una serie di contrattempi, culminati nel vero e proprio nubifragio abbattutosi sulla città, hanno un po' condizionato la serata conclusiva della nostra attività annuale. Purtroppo è anche accaduto che il luogo prescelto per ospitare l'evento , che in passato aveva pienamente soddisfatto le nostre esigenze , questa volta non si è rivelato all'altezza delle nostre aspettative , ma ad onor del vero dobbiamo ammettere che anche noi dirigenti , probabilmente ormai scarichi dopo una stagione intensissima, ci siamo fatti cogliere piuttosto impreparati .

Ovviamente ci siamo già ripromessi di fare molto meglio il prossimo anno , accollandoci fin d'ora un gravoso compito in più!

Non avendo preso la parola nel corso della serata , per quanti avranno la pazienza di leggermi , vorrei esprimere alcune considerazioni attraverso queste righe : so benissimo che un sito internet è rivolto principalmente a visitatori esterni e gli argomenti dovrebbero essere trattati in tal senso, ma questa volta un'eccezione è d'obbligo chiedendo , per quanto possibile, l'attenzione di coloro che fanno parte o sono vicini alla nostra società.

Nel corso dell'anno appena trascorso si è vinto molto, non abbiamo subito quelle retrocessioni che la ristrettezza dei posti nei campionati a squadre ha imposto a moltissime altre società, i nostri cinque ragazzi che hanno svolto attività nazionale in forma continuativa hanno migliorato complessivamente le loro classifiche di oltre trecento posti, abbiamo vinto una ventina di titoli regionali, abbiamo concluso in bellezza la stagione con la medaglia di Amanda e Marta ai campionati italiani. Dunque penso ci si debba ritenere estremamente soddisfatti per i risultati ottenuti.

Questi successi mi danno però lo spunto per riprendere alcuni concetti, a mio avviso molto importanti, già espressi nel mio precedente articolo – medaglie venute da lontano – ed in quello di Carlo – da zero a medaglie -, articolo che condivido pienamente e che ritengo assolutamente complementare al mio.

I richiami ai quali faccio riferimento sono essenzialmente due: la mia asserzione che quanto abbiamo ottenuto è innanzitutto il frutto di lavoro e sacrificio intensi e della completa sintonia tra allenatori ed atleti e la giustissima affermazione di Carlo quando afferma che la medaglia ottenuta è una vera e propria “medaglia di tutti”.

Avrei voluto riprendere questi concetti nel corso del mio intervento durante la serata di fine anno e l'avrei fatto facendo ricordare ad Amanda quei momenti vissuti al torneo nazionale di Modena di un paio d'anni orsono quando, non ancora appartenente alla nostra società, provai ad assisterla nel corso di un paio di matches: la conseguenza che ne derivò fu un grosso imbarazzo da parte di entrambi, io che mi trovavo a dare consigli tecnici ad un'atleta che conoscevo pochissimo, lei che doveva rapportarsi praticamente con un estraneo in una situazione emotiva veramente particolare!

Nel corso della serata avrei anche voluto far rivivere a Marta il brutto episodio di una cocente sconfitta in campionato alla quale seguì una lite molto ma molto pesante tra noi due. Non so se lei si rese conto che quella lite fu anche il frutto di certe sue asserzioni, che mi avevano alquanto infastidito, espresse quando al termine di un torneo andato male pochi giorni prima si lamentò platealmente di non giocare mai con i ragazzi e accampò mille scuse sul suo rendimento; il tutto dopo che nella seduta di allenamento precedente il torneo si era allenata con il sottoscritto mettendoci un impegno mentale pressoché uguale allo O.

Ho citato questi episodi perché li ritengo emblematici. Penso di non sbagliare ritenendo che la decisione di Amanda di venire sia maturata proprio in quell'occasione quando, risultato a parte, lei si rese conto e maturò la convinzione di avere bisogno di qualcuno che tracciasse delle linee guida sicure e soprattutto continue nella sua carriera pongistica.

Penso di non sbagliare nel dire che, in fondo, io e Marta abbiamo litigato volentieri, e magari saremmo pronti a rifarlo, perché da quell'episodio è emerso inconfutabilmente che lei aveva a cuore il problema come l'avevo io: entrambi volevamo un miglioramento, fare bene, ottenere qualcosa!

Questi episodi evidenziano chiaramente quanto sia importante la sintonia e la fiducia reciproca che debbono instaurarsi tra un allenatore ed i propri giocatori, a prescindere si tratti del sottoscritto, di Amanda o di Marta!

Amanda e Marta non hanno insegnato come si vince una medaglia ai campionati italiani: la medaglia è una conseguenza, un passaggio, un primo passo. Vorrei che tutti i nostri ragazzi comprendessero come le loro compagne di squadra abbiano avuto fiducia, sicuramente ricambiata, nei loro allenatori, abbiano superato la ricerca di banali scusanti a prestazioni sotto tono, abbiano smesso di farsi influenzare nel loro rendimento durante gli allenamenti dal valore tecnico dei compagni di squadra con i quali si stanno confrontando.

Tutto questo ha portato alla soddisfazione per le medaglie vinte, ma anche un'impennata d'orgoglio al ricevimento dei tanti complimenti , per avere migliorato notevolmente il proprio gioco rispetto al recente passato.

Ma come diceva Carlo questa è veramente “una medaglia di tutti”: certo le ragazze si sono impegnate molto e gli allenatori ci hanno messo del loro, ma è proprio vero che forse mai come quest'anno la società si è mossa in una direzione piuttosto precisa e tutti hanno remato nella stessa direzione. A queste medaglie hanno contribuito in tanti, da chi ha aperto la palestra agli sponsor, da chi ha cercato i finanziamenti agli sparrings, dall'intero gruppo amatori dove c'è chi si è offerto come paziente sparring e chi ha rinunciato ad allenarsi come forse avrebbe voluto per favorire i nostri giovani.

La nostra società è stata però anche tante altre cose, tanti impegni tutti ugualmente importanti e fondamentali per la crescita del gruppo. Come non ricordare i corsi nelle scuole e la loro organizzazione, l'aggiornamento costante e puntuale del sito internet, il trasporto e la manutenzione delle attrezzature, i puntuali filmati messi a disposizione di Tele Arena, i nuovi istruttori formatisi, gli scambi con la società di Termeno, chi ha curato i rapporti con gli sponsor, i genitori che si sono adoperati nelle trasferte, ed altro ancora!

Vorrei rivolgere un pensiero anche a quei ragazzi che non hanno portato a termine la stagione: come le vittorie anche le sconfitte sono di tutti ed anzi ci debbono far meditare ancora di più; a loro rivolgo l'augurio di trovare le migliori soddisfazioni in ambienti forse più confacenti al loro carattere e comunque di rivederli presto magari .. con una racchetta in mano.

Il mio sincero ringraziamento è dunque rivolto a tutti, nessuno escluso, ma penso sia doveroso riservare a Monica un pensiero particolare. Il suo operato in palestra mi è stato di grandissimo aiuto, e ancor di più lo è stata la sua abnegazione e disponibilità nello svolgere come meglio non si potrebbe compiti talvolta delicati ed oscuri, ma di grande importanza: veramente insostituibile.

Concedetemi, “last but not least”, un grande grazie alla mia famiglia che ha sopportato le mie numerosissime assenze da casa con infinita pazienza.